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25 ottobre 2019 / 28 giugno 2020
Da lunedì a venerdì: 9:00 – 18:00
sabato: 9:00 – 14:00

MOSTRA

Centro Culturale Altinate San Gaetano
Via Altinate 71 - Padova
Dal 25 ottobre 2019 al 28 giugno 2020
lunedì - giovedì 9:00 - 19:00
venerdì e sabato 9:00 - 24:00
domenica e festivi 9:00 – 20:00

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Abu Simbel, il viaggio del faraone

Abu Simbel, il viaggio del faraone

Abu Simbel, il viaggio del faraone. Due secoli di presidio veneto a salvaguardia dei templi.

Abu Simbel, nella Nubia: il magnifico tempio rupestre voluto da Ramses II sul finire del secondo millennio a.C. era quasi scomparso, inghiottito dalla sabbia, quando nell’agosto del 1817 il padovano Belzoni, dopo giorni di fatica inenarrabile, sotto un sole cocente e con temperature ben oltre i 50 gradi, riuscì finalmente a disseppellirlo. Un’impresa al limite dell’impossibile, come altre di cui si rese protagonista, in terra d’Egitto, l’esploratore padovano cui è dedicata la grande mostra in corso al Centro Culturale Altinate San Gaetano. La riscoperta del maestoso tempio di Ramses II è dunque indissolubilmente legata al nome di un padovano.

Negli anni sessanta del secolo scorso la costruzione della diga di Assuan mise a repentaglio la sopravvivenza di molte realtà archeologiche della Nubia, tra cui il tempio di Abu Simbel. Fu così che venne decisa una nuova operazione al limite dell’impossibile: lo smontaggio del tempio e la sua ricostruzione in un punto più alto, al riparo dalle acque del lago Nasser creato dalla diga. All’epoca si scatenò un vivace dibattito sulle modalità con cui questa operazione dovesse essere fatta e l’intero progetto venne seguito, per conto dell’Unesco, dal prof. Piero Gazzola, allora alla guida della Soprintendenza del Veneto occidentale. Alla fine i lavori vennero aggiudicati a un consorzio internazionale che vedeva il coinvolgimento della ditta Impregilo – oggi Salini-Impregilo – i cui dirigenti si avvalsero della collaborazione dell’ing. Luigi Rossato, padovano, che curò il recupero con un sistema di taglio della pietra praticamente esente da danneggiamenti alla struttura. Con lui era all’opera una poderosa squadra di cavatori, molti dei quali del Vicentino (Valle del Chiampo).

Il tempio di Abu Simbel fu così portato a nuova vita e ancora una volta grazie all’intervento di un padovano e di una realtà per gran parte veneta. Dal 1979 è riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

La mostra, curata dal Gabinetto di Lettura in collaborazione con i Musei Civici di Padova (Museo Archeologico), racconta tutte queste vicende attraverso documenti originali messi a disposizione dalle diverse realtà coinvolte nell’operazione o depositarie della sua memoria: la famiglia di Luigi Rossato, l’impresa Salini-Impregilo, la Fondazione Gazzola, l’Istituto Italiano di Cultura del Cairo.

Palazzo Zuckermann – Sala delle esposizioni temporanee, corso Garibaldi 33
23 novembre 2019 – 12 gennaio 2020

07 November, 2019
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